SCONTRO AL VERTICE, BRUSCA FRENATA PER I ROSSONERI
- fabioarrigoni8
- 19 set 2022
- Tempo di lettura: 3 min
IN CASA DEL DIAVOLO LA SPUNTANO I PARTENOPEI DOPO UN MATCH COMBATTUTO E SPETTACOLARE

Milan-Napoli, i campioni d'Italia in carica affrontano i pari classifica di questa stagione per lo scontro al vertice, impossibile per i nostalgici che li hanno vissuti, non tornare agli epici incontri degli anni '90. Certo, la caratura era diversa, era il Milan degli olandesi, di Donadoni, Baresi, Evani, Maldini, Massaro. Insomma era il Milan degli immortali che affrontava il Napoli di Alemao, Careca, Maradona. Oggi è un'altra epoca, ma le posizioni in classifica, le maglie e l'atmosfera ci riportano a quegli anni mitici per i nostri colori. I protagonisti in campo sono inevitabilmente diversi, e possiamo considerarli i nipotini degli immensi campioni che abbiamo avuto la fortuna di poter ammirare. Così in questo clima rievocativo va in scena Milan-Napoli.
Pioli è costretto a qualche modifica data l'assenza di Leao, cosi opta per un 4-2-3-1 piazzando al centro della difesa Kjear insieme a Tomori con Hernandez e Calabria sui binari esterni. Tonali e Bennacer a centrocampo, dietro a Saelemaekers, De Katelaere e Krunic con unica punta il corazziere francese. Ad ogni modo, numeri a parte, i rossoneri partono subito forte mettendo alla frusta i partenopei impegnandoli severamente. A dimostrazione che pur cambiando gli interpreti il gioco rimane efficace e spumeggiante, il Milan sfiora la segnatura in almeno due occasioni nitide, nitide, e solo un super Meret salva gli azzurri. Una prima volta su una sassata di Giroud imbeccato da Krunic deviando sulla traversa, la seconda su un colpo di testa a colpo sicuro di Krunic. Il Milan impone il proprio gioco a tutto campo cerca di rubare più palloni possibili a centrocampo, ma fatica a concretizzare. Il Napoli prova a difendersi con ordine giocando di rimessa. Il più brillante dei partenopei è Kvaratskhelia che riesce a far beccare due ammonizioni ai rossoneri. Una a Kjear dopo pochi minuti, e l'altra a Calabria, uno dei migliori in campo, nel finale di primo tempo.
Pioli, forse intimorito dalle due ammonizioni, opera subito due sostituzioni in avvio di secondo tempo. Dest per Calabria e Kalulu per Kjaer. Mentre quella per Kjear è comprensibile, quella per Calabria lascia qualche dubbio se il rossonero non avesse riscontrato qualche problema fisico, poiché fino a quel punto il suo rendimento è stato in eccepibile sia in fase offensiva, quanto in quella difensiva. Dest non ancora pienamente inserito pare ancora un pò spaesato in alcuni frangenti, e in uno di questi stende il georgiano in area, dando la possibilità a Politano di siglare il primo vantaggio. Il Milan al solito non si abbatte e c'è la reazione. Continua a giocare creando superiorità numerica in mezzo al campo cercando a più riprese il pareggio che trova sempre con la sua punta di diamante al 68' dopo altri due cambi, Diaz per Saelemaekers e Messias per Krunic.
Intanto continua il momento non proprio positivo di Tomori, che si fa ammonire al 74' per un intervento scomposto su Aguissa, e poi al 78' si fa rubare il tempo da Simeone che va ad incornare su cross millimetrico di Mario Rui riportando avanti il Napoli. Al minuto 82, l'esordio in campionato di Adli che sostituisce De Katelaere, poi all'86' il pareggio sfiorato dai ragazzi di Pioli con Kalulu che centra nuovamente la traversa, ma il risultato non cambierà più fino alla fine nonostante i rabbiosi assalti dei rossoneri che sono costretti a interrompere la striscia positiva dopo ventitré risultati utili consecutivi. Ultima sconfitta con lo Spezia nella passata stagione sempre per 2-1
"Prendila cosi... Non possiamo farne un dramma..." Cantava Battisti. E per quanto visto in campo, quella con il Napoli va considerata solo come una serata storta che ha punito il Milan severamente, con una sconfitta che non meritava, ma questo è il calcio. Intendiamoci, il Napoli ha fatto la partita che doveva fare e non ha assolutamente demeritato. E' stato accorto, ha sfruttato al meglio le opportunità che si sono presentate e se ne va da Milano con i tre punti, ma non è il caso di fare drammi appunto. Questo potrebbe essere un ceffone che seppur immeritato, fa bene perché riporta lo stato di attenzione ai massimi livelli, e costringe a lavorare sui propri errori. Specialmente in fase difensiva dove rimane ancora qualcosa da registrare. Per il resto, è già tempo di ripensare a domani. Chelsea e Juventus ci attendono dopo la sosta, due ottime occasioni per riscattare lo scivolone di questa sera, e ribadire le proprie aspirazioni con forza.
Con Il cuore si vince, forza Milan sempre, forza cuore rossonero. Noi con voi, voi con noi.
Fabio Arrigoni




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